1878

 

1878

In Olanda viene fondata la rivista “En industrie” orientata ai problemi sociali.
L‘esercito russo nel gennaio arriva fino a Costantinopoli. Il 31 marzo viene stipulata la pace di Santo Stefano, che riconosce la Sovranità russa sui Balcani. Ma nascono dissidi tra Inghilterra e Russia, Austria e Russia. Promosso da Bismarck si riunisce il congresso di Belino (giugno-luglio) per dirigere la “Questione d’Oriente”, tra l’altro viene confermata l’indipendenza completa della Romania e della Serbia e viene costituito il nuovo stato di Bulgaria.
In Italia S. Sergi tiene il primo corso di psicologia all’Università di Messina.

Arte figurativa:

Viene tenuta a Parigi la terza esposizione degli impressionisti che segnerà l’inizio della fortuna dell’impressionismo presso pubblico e critica, ma anche della disgregazione lenta e progressiva del movimento.
Si afferma a Parigi il pittore, disegnatore e incisore Jean-Louis Forain (1852-1931). Iniziò nel 1875 un’originale attività grafica, pubblicando litografie su giornali satirici parigini, poi raccolte in volume. Creò uno stile energico, illustrativo della vita quotidiana e popolare, tra le sue serie di disegni è rimasta famosa Dalla Manna al Rena (1921) caricature contro la guerra. Fondò con Caran d’Ache il giornale “Pss’t” (1898-99), divenendo collaboratore del “Figaro”, fino al 1920.
Francois-Auguste-Rene Rodin espone al Salon L’età del bronzo (Londra, Tate Gall.), un nudo virile modellato con criteri così nuovi tanto da portargli l’accusa di averlo ricavato da un calco dal vero. Ma con il Giovanni Battista (Londra, Tate Gall.), realizzato in scala maggiore del vero, e con la stessa tecnica, Rodin supererà la polemica e si imporrà presso il pubblico francese.
Rodin (1840-1917), scultore, studiò all’Ecole Speciale de Dessin et Mathématiques. Fu respinto all’esame di ammissione all’Ecole des Beaux Arts, quindi lavorò come decoratore. Rifiutato al Salon nel 1875 partì per l’ltalia dove ammirò e studiò l‘opera di Michelangelo. Ebbe uno stile straordinariamente realistico e cercò di rendere, al massimo, il movimento. Nel 1880 gli venne commissionata la porta bronzea per il nuovo Musée des Arts Décoratifs; La Porta dell’Inferno (cosi detta per il soggetto (dantesco scelto dallo scultore) fu centro di un tentativo, mai realizzato, ma tenacemente continuato fino alla morte, di comporre una grande allegoria della morte e della dannazione attraverso la rappresentazione del nudo. Le 200 e più figure segnate per questa porta sono alla base delle più famose sculture di Rodin, ad es.: Il pensatore (1880, Parigi, Mus. du Luxembourg), I borghesi di Calais (1884-1888) e Il bacio (1888, Londra, Tate Gall.). Dopo la grande esposizione del 1889, Rodin fu sostenuto anche dalla critica d’Avanguardia. Parte delle sue sculture della sua vastissima produzione grafica sono custodite nella sua casa parigina in rue de Varenne, donata alla nazione nel 1916 e trasformata in Museo Rodin.

In Inghilterra Whistler intenta un processo a John Ruskin che, in un articolo su “Fors Scaligera”, riferendosi al “Notturno in oro e nero”, esposto alla Grosvenor Gallery, aveva parlato, contestandone il prezzo, di “consapevole impostura”. Whistler vince il processo, ma praticamente è compromesso. La sua casa è venduta (White House costruita dall’architetto Edward William Godwin), la sua raccolta di porcellane cinesi messe all’asta. Ruskin (1819-1900), critico e teorico dell’arte inglese, mise in evidenza nelle sue opere la stretta relazione tra arte e ambiente, tema che sarà fondamentale per i preraffaelliti e, attraverso loro, per ‘Art Nouveau. Criticò aspramente gli aspetti mercantili della civiltà industriale e ciò gli procurò l’ostilità di molta cultura del tempo, aderì a un socialismo umanitario, utopistico. Fu professore ad Oxford e conosciuto all’estero per le sue opere. Whistler scontò la temerarietà di essersi messo contro Ruskin perdendo la popolarità faticosamente conquistata.

In Italia Antonio Fontanesi, dopo un breve periodo di insegnamento all’Accademia di Tokio ritorna a Torino. Fontanesi (1818-1882) fu patriota Garibaldino e visse in esilio in Svizzera per parecchi anni. Fu in contatto con i pittori francesi a Parigi, con i macchiaioli fiorentini e in seguito con pittori inglesi a Londra. Ne! 1869 ottenne la cattedra di paesaggio all’Accademia Albertina di Torino. Fu soprattutto paesaggista operando una sintesi tra l’esperienza europea e il tradizionalismo lombardo.
Nicola Palizzi (1820-1870), pittore di paesaggi abruzzesi e napoletani, a Napoli, ottiene la direzione dell’Accademia di belle arti.
Muore Domenico Induno (1815-1878), pittore italiano riparato dopo il 1848 in Svizzera dove fu influenzato dalla pittura ginevrina. Dopo un soggiorno a Firenze passò da una pittura di tipo accademico, storico e religiosa a un di genere a soggetto patriottico, sentimentale e popolare.
Muore Tranquillo Cremona (1837-1878), che fu tra i maggiori rappresentanti della Scapigliatura lombarda, cui dette l’avvio nel 1863. Nel 1870 il suo famosissimo quadro I cugini fu premiato all’Esposizione di Torino. La sua arte esercitò molta influenza sui pittori italiani del tempo. Altra sua opera famosa fu L’Edera.
Giuseppe Domenico Grandi (1843-1894), uno del più significativi esponenti della Scapigliatura lombarda che , partendo dalle esperienze di Rodin promosse un  rinnovamento plastico che ebbe influenza su Bistolfi e Medardo Rosso, esegue la scultura Edera, con evidente riferimento all’omonimo dipinto di Cremona.

In Spagna, per ciò che riguarda la scultura, la tendenza realistica presenta figure di valore quale: Ricardo Bellver (1845-1912), soggiornò lungo a Roma, ma fu attivo quasi sempre a Madrid; Mariano Benlliure (1862-1947) di Valencia, dopo i normali periodi di permanenza a Roma e a Parigi, si stabilì definitivamente a Madrid, dove fu molto attivo: José Llimona (1864-1934), nacque a Barcellona, durante un soggiorno in Italia si interessò particolarmente della Scultura del Quattrocento, mantenendo però uno stile del tutto personale; Agustin Querol (1860-1909), nato a Tortosa, fu discepolo dei Vallmitjana, soggiornò a Roma, al sua ritorno si stabilì a Madrid dove esercitò con feconda attività; Agapito e Venancio Vallmitjana di Barcellona, dove studiarono e dove svolsero quasi tutta loro attività. A Barcellona infatti si trova la maggior parte della loro produzione; Jeromino Suñol (1840-1902), fu il migliore degli scultori catalani del periodo romantico, discepolo dei Vallmitjana, soggiornò a Roma e si stabilì a Madrid.
I sintomi di una evoluzione stilistica che si riallaccia a contemporanee esperienze europee si hanno can Michel Blay (1866-1936) che compì la sua formazione stilistica a Parigi sotto la guida Meunier, fu uno degli scultori più completi degli anni tra i due secoli e con José Clarà che, nato nel 1878, si formò a Tolosa e a Parigi, morì nel 1958 dopo avere svolta una intensa attività sia a Barcellona che a Parigi.
Alla fine del secolo XIX, per ciò che riguarda la pittura, incomincia a penetrare in Spagna l’impressionismo preceduto dal luminismo di Joaquin Sorolla (1863-1923), nato a Valencia e vissuto anche a Roma e a Parigi, che dipinse con maestria la luce mediterranea, anche parecchi ritratti. Sulla stessa linea fu Aureliano de Beruete che preferì dipingere i paesaggi di Madrid e dei suoi dintorni. Visse dal 1845 al 1912. Noto anche l’asturiano Dario de Regoyos (1857-1913), compì la sua formazione a Madrid, lavorò in Belgio, tornato in Spagna alla fine del secolo, morì a Barcellona. Più avanti sulla strada dell’impressionismo fu Francisco Gimeno, nato a Tortosa (1858-1932). Risiedette a Barcellona, dipinse interni, mirabili figure, nature morte e vibranti paesaggi.
Il “modernismo” ebbe tre rappresentanti in Catalogna: Ramon Casas (1867-1932), Isidro Nonell (1873-1911) e H. Anglada Camarasa (1872-1959). Ramon Casas, nato a Barcellona, operò a Parigi, Madrid e Granada; fu abile e ammirevole tanto nel disegno quanto nella pittura, in specie nella ritrattistica. Isidro Nonell nato e formatosi a Barcellona, si volse soprattutto al genere delle nature morte e alla raffiguraziane di tematiche quotidiane. Altro il carattere della pittura di Camarasa, attenta a conseguire esiti fastosi e decorativi. Con essa l’estetica iberica dell’Ottocento raggiunse, a un tempo, il culmine e il punto conclusivo.

Muore lo scultore tedesco Anton Dominik von Fernkorn nato nell’anno 1813. Studiò a Monaco, ma la sua attività si svolse soprattutto a Vienna, dove creò, in stile neobarocco, numerosi monumenti e fontane. Molto noti i monumenti al principe Eugenio e all’arciduca Carlo.

Muore il grande poeta e pittore romantico serbo Djura Jaksic (1832-1878). Egli studiò a Temisvar e a Vienna e si recò a Monaco dove ebbe come allievo Djordje Krstic (1850-1907), massimo rappresentante del realismo serbo. Appartengono alla corrente realistica anche Uros Predic (1857-1953) e Pavle Jovanovic (1859).
Nella prima metà del secolo XVIII i tentativi di creare uno stile autonomo in Slovenia e in Croazia furono limitati dall’azione politica di germanizzazione e magianizzazione. I serbi, invece ricchi di una forte tradizione, abbastanza indipendenti economicamente e militarmente utili all’Austria, furono i primi a dare vita a un’arte nazionale. Vari pittori, dopo avere studiato all’Accademia di Vienna, formano varie generazioni di artisti, che, a loro volta, Si perfezionano a Vienna o in ltalia. La pittura moderna slovena non ha avuto un centro ben definito. Franc Kavcic (1726-1866) fu un colto artista classico, ma lavorò quasi sempre a Vienna; Josip Tominc (1796-1866), famoso ritrattista triestino esercitò poca influenza perché lavorò in modo piuttosto appartato. Risiedettero all’estero anche i fratelli Subic Janez e Subic Jurij, accademici molto noti, mentre a Monaco nello studio di Anton Azbe (1862-1905) si venne formando la prima generazione degli impressionisti jugoslavi.
Il primo pittore della Croazia conosciuto all’estero fu Nicola Masic (1852-1902). Solo nei primi anni del XX secolo Zagabria divenne un vivo centro artistico grazie soprattutto a Vlaho Dukovac (1855-1922), autore di ritratti e di composizioni decorative. Fu sensibile anche l‘influenza della Secessione viennese. Con la generazione degli impressionisti sloveni, serbi e croati ha inizio il primo capitolo di un’arte jugoslava, i centri politici di Lubiana, Zagabria e Belgrado diventano anche attivissimi centri artistici. Tra gli impressionisti sloveni si possono ricordare Ivan Grohar (1867-1911), Rihard Jakopic (1869-1943), Matej Sterner (1870-1949) che seguono i dettami dell’impressionismo tedesco. Mentre i pittori croati lavorano sotto l‘influenza di Parigi: così Miroslav Kraljevic (1855-1913), Josip Racic (1885-1908). A Belgrado sono in lotta vecchie e nuove tendenze. Gli impressionisti stentano ad affermarsi: accanto a Milan Milavanovic (1876-1945) e a Kostra Milicevic (1877-1920) si distingue Nadezda Petrvic (1873-1915) che introdusse il Fauvismo.
Una figura centrale della nascente arte jugoslava fu lo scultore Ivan Mestrovic con la sua opera dai marcati caratteri di orgoglio nazianalista. Mestrovic (1883-1962) studiò all’Accademia di Vienna e a Parigi frequentò Rodin e Maillol. Si affermò con individualità di spicco della scultura centroeuropea alla Mostra viennese della Secessione (1909) e alla Mostra Internazionale d’Arte di Roma (1911). La sua opera sviluppa un simbolismo arcaicizzante e annovera monumentali opere religiose e patriottiche (decorazioni del tempio di Kosovo, 1911, mausolei di Cavtat e Atavice, 1921 e 1930-32). Nei ritratti si rivelò fortemente espressivo. Nel 1947 si trasferì in USA. Esercitò un forte influsso su altri scultori jugoslavi.
Franz Bayros giunge a notorietà come grafico di ex libris. Bayros (1866-1924), nato a Agrm-Zagabria, era figlio di uno spagnolo e di una viennese. Giunse a notorietà come grafico di ex libris, molte sue cartelle di ex libris apparvero a Vienna e a Monaco di Baviera dal 1910 al 1916 e i suoi lavori furono pubblicati anche in riviste specializzate, e come illustratore di libri illustrò la Divina Commedia (Wien, 1921) e alcuni classici della letteratura erotica mondiale: il Decamerone di Boccaccio (Berlinen, 1910) e Storie da mille e una note (Berlinen, 1913). Dal punto di vista stilistico Bayros appare alquanto isolato, egli si avvicina graficamente alla cerchia di Bradsley, ma rivela una forte affinità tematica con l’aristocrazia decadente rococò. Nei suoi ex libris è presente l’influenza di Alfans Mucha che lavorò a Vienna fino al 1881.
Nel 1878 la vetreria con la ragione sociale “Johann Loetz’ Witwe” (vedova di Johann Loetz) fu lasciata in eredità dalla proprietaria al nipote Max Ritter von en che la lasciò poi al figlio. Con Max Spaun Senior la vetreria (localizzata a Klostemühle in Boemia (Cecoslovacchia) raggiunse il massimo splendore, divenendo una della più rinomate della monarchia austrounganica. Merito di tale successo fu in gran parte del direttore Eduard Prachazka ( che la diresse dal 1885 al 1914). La società fu definitivamente sciolta nell’anno 1947. La fabbrica riuscì a scoprire il segreto dei bicchieri Tiffany, che avevano suscitato grande scalpore nella seconda metà degli anni ‘90. Già in occasione della esposizione invernale 1898-99 Spaun espose, nel Museo austriaco per l’Arte e l’Industria a Vienna, dei bicchieri genere Tiffany”. In seguito furono prodotti bicchieri e vasi su disegni di artisti noti dell’epoca (Kalo Moser, Maria Kirschner, Josef Hoffmann, tra gli altri). 

Architettura:

Antoni Gaudì realizza a Barcellona tra il 1878-1880 la Casa Vincens. La sua opera, che mescola elementi del passato con ardite sperimentazioni, diviene ben presto per i catalani il simbolo della loro rivendicazione nazionalista, nell’ambita di quello sfrenato desiderio di rinnovamento che approdò alla renaixença catalana, appoggiata da tutta una nuova corrente letteraria, quella che aveva promosso la rinascita della “lingua” catalana, bandita forzatamente durante il periodo castigliano, e che organizzava gare poetiche, festivals medievali di poesia, di musica, di folklore regionale. Gaudi y Cornet (1852-1928), discendente da una famiglia di artigiani, il padre era ramaio, studiò architettura presso l’Accademia di Madrid. Poco interessato alle proposte dell’architettura ufficiale, seguì invece con passione i corsi di filosofia di Lorens y Barba e quelli di estetica romantica di Paul Milà y Fontanals, approfondendo contemporaneamente la sua conoscenza dell’arte gotica, studiando i testi di Viollet-le-Duc. Tali predilezioni lo introdussero nello spirito del Modernismo, il movimento catalano che, in parallelo alle Art and Crafts inglesi, pnopanevano un ritorno alle forme medievali, vedendo in esse l’espressione più genuina della tradizione popolare spagnola. Trovò un protettore nel conte Güell, un colto e ricchissimo industriale ammiratore di Ruskin (vedi Inghilterra) e dell’architetto Wagner (vedi Austria), e costruì le sue prime opere in uno stile eclettico abbastanza vicino all’Art Nouveau, nel quale si mescolavano le forme del passato sia gotiche sia rinascimentali) in un’ardita e complessa sperimentazione di spazi, di materiali e di decorazioni, frutto anche di una continua collaborazione con gli artigiani locali. Sono di questo periodo oltre a Casa Vincens, il Palazzo Güell (1885-89), il Collegio di Santa Teresa del Gesù  Bambino (1889-94). Nelle opere della maternità, tutte edificate, come le precedenti, a Barcellona, Gaudi, affrancatosi da qualsiasi reminiscenza del passato, elaborò un linguaggio strettamente personale sul piano decorativo e se quello strutturale. Dal 1900 al 1914 progettò il Parco Güell, che doveva fare parte di una vasta sistemazione urbanistica alle pendici del monte Tibidabo e che presenta una successione inesaudibile di invenzioni formali, spaziali e coloristiche: grotte, fontane, parapeti di materiali grezzi incrostati di porcellane e vetri policromi. Nella Casa Batlò (1905-1907), un lussuoso complesso per abitazioni civili, Gaudi interviene su un edificio preesistente costruito su un terreno stretto e lungo, stravolgendo con la decorazione ogni schema compositivo tradizionale. La Casa Milà, detta Pedrera (1905-10), è un altro complesso di abitazioni a cinque piani, in cui sia le facciate sia le piante interne (che sono sempre diverse per ogni piano) sono risolte con prepotente libertà compositiva. Gaudì, nell’ultima parte della vita (dal 1882), lavorò a La Sagnada Familia chiesa che rimase incompiuta. La chiesa nasce da un preesistente schema gotico stravolto attraverso una serie di invenzioni decorative e sopratutto strutturale (tra cui le famose colonne inclinate, capaci di assorbire contemporaneamente i pesi e le spinte senza dover ricorrere agli archi rampanti). L’opera di Gaudi costituì, in un momento di crisi linguistica e di rifondazione nazionale della disciplina architettonica, un episodio isolato, di cui la critica officiale tardò a riconoscere la grandezza e il valore profetico, a causa appunto della difficoltà di insanirlo nelle contemporanee linee di sviluppo del Movimento moderno. L’esperienza di Gaudi fu resa possibile dalla prosperità economica di Barcellona e dall’esistenza in Catalogna di abilissime maestranze artigianali (muratori e tagliapietre). Grazie ad essi, Gaudì poté lavorare quasi come uno scultore intervenendo sui minimi particolari. Gaudi morì travolto da un tram, mentre, uscito da una chiesa in cui aveva assistito alla Messa, stava tornando al cantiere della Sagrada Famiglia.
Vi furono altri architetti catalani che diedero un notevole contributo alla trasformazione di Barcellona in senso “modernista”, ma tutti si mantengono su di un piano assai meno personalizzato rispetto a Gaudì, rifacendosi alla corrente floreale internazionale, sempre con riferimenti a en substrato locale.
L’ornamentalismo modernista fu coltivato in Catalogna da Lluis Domènec y Montaner. José Puig y Cadafalch impone il neogotico e il neorinascimentale con il culto del monumentale. Si possono ricordare ancona Martorell, Vilaseca, Berenguer.
In Inghilterra George Gilbert muore: era nato nel 1811. Prestigioso architetto inglese, attivissimo esponente dell’architettura vittoriana, progettò numerosi edifici ecclesiastici, rifacendosi alle cattedrali gotiche d’Inghilterra, Francia e Germania. Autore, su modelli rinascimentali, della sede del Forcing Office (1861), della neogotica stazione di Saint-Pancras (1867) e del famoso Albert Memorial di Hyde Park (1864).

Musica:

Il compositore Antonin Dvorak, grazie all’interessamento di Brahms, pubblica, presso l’editore Simrock, i Duetti moravi e la prima serie di Danze Slave e poco dopo altre case editrici tedesche e inglesi richiedono le sue opere. Egli trovò la sua vera strada nella prospettiva del movimento nazionale propugnato da Smetana. La fortuna del compositore era dovuta alla freschezza dell’ispirazione, attinta alla musica popolare ceca, alla vivacità, al fascino dei ritmi e delle melodie slave. Dvorak si ispirava non solo ai canti popolari cechi e moravi, ai balli slavacchi, ma anche a quelli iugoslavi e polacchi e soprattutto alla dumka ucraina. L’Inghilterra, la Germania, l’Ungheria se lo contesero e i più ammirati artisti del momento furono gli interpreti della sua produzione. La possibilità di comporre per grandi complessi corali e orchestrali ebbe notevole influenza sulla sua produzione di più ampio respiro. Diviene insegnante al conservatorio di Bruxelles il polacco Jozef Wieniawski (1837-1912), fratello del precedente. Fu pianista virtuoso, applaudito in tutta Europa, accompagnò al pianoforte fratello Henryk dal 1851 al 1853 durante una fortunata tournée in Russia. Dal 1856 al 1858 studiò a Weimas sotto la guida di Liszt. Dal 1875 al 1876 diresse la Società Musicale di Varsavia. Fece costruire al fabbricante Edouard Joseph Mangeot il Piano a 2 claviers renverses (1876), un pianoforte che aveva anche una seconda tastiera con l’ordine dei tasti invertito e che per breve tempo suscitò notevole interesse.

Dvorak, nato a Nelahozeves, presso Kralupy, sulla Moldava, nel 1841, morto a Praga, nel 1904, da famiglia modesta, a otto anni già suonava il violino. Appunto come violinista ed insegnante si guadagnò da vivere fino al 1861, quando incominciò a dedicarsi alla composizione. Nel 1891 gli fu affidato l’insegnamento della composizione, della strumentazione e della forma musicale al conservatorio di Praga. Alla sua scuola si formarono i più rappresentativi compositori della musica ceca moderna. Appartengono a questo periodo lo Scherzo capriccioso (1883), Misitska (1883), la Sinfonia in sol maggiore (1889). Fu chiamato alla direzione del conservatorio nazionale di New York (1892-1895). Il soggiorno in quei paesi gli permise di accostarsi alle melodie e ai ritmi popolari dei neri e degli indiani d’America. Tale patrimonio si ritrova nella produzione di quegli anni, nella quale spiccano la cantata The American Flag (1892), la celeberrima Sinfonia in mi minore “Dal nuovo mondo” (1892-93), ispirata al poema di H. W. Longfellow The Song of Hiawatha, la Suite in la (1894) i geniali Canti biblici (1894) le Humoresky, per pianoforte. Ritornato in patria tra il 1895 e il 1897 si dedicò alla composizione di quattro poemi sinfonici ispirati alle ballate romantiche di K. J. Erben e di Pisen Bohatyrska (1897), lavori che segnano il vertice della sua arte strumentale e preannunciano, in un certo modo, l’impressionismo. Nel 1900 compose l‘opera Rusalka, che fu tra le sue migliori. Nell’aprile del 1901 gli venne affidata la direzione del Conservatorio di Praga e nel suo 60° compleanno gli vennero tributati trionfali festeggiamenti. 

 

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