1877

 

1877

In Italia viene varata la legge che impone l‘obbligo scolastico ai fanciulli dai sei ai nove anni.
Scoppia la guerra russo-turca per il predominio sui Balcani.

 Arte figurativa:

Monet dipinge uno dei suoi capolavori: La gare Saint-Lazare.

Al Salon Gustave Moreau espone la Salomé (Mus. Moreau) che diverrà uno dei punti di riferimento della cultura simbolista fin-de-siècle, dopo l’appassionata descrizione che ne dà Joris-Karl Huysman in “A ritroso” (1884). Dal 1881 al 1885 illustrò le favole di La Fontaine sfruttando le sue doti di trasfigurazione fantastica. Molti temi si ripetono nella sua opera in maniera quasi ossessiva. Ebbe notevoli qualità di colorista. La sua opera fu importante nel panorama dell’estetismo decadente e simbolista, ma ebbe anche una funzione ispiratrice nei confronti del surrealismo. Quella che fu la sua dimora parigina e diventata il Museo Moreau dove sono conservate la maggior parte delle sue opere.

Moreau (Parigi, 1826-1898), figlio di un architetto studiò pittura con maestri illustri, fondamentale per la sua formazione fu il viaggio in Italia, del 1857, dove incontrò Degas e Puvis de Chavannes e studiò i grandi pittori del passato. Intorno al 1870 raggiunse la pienezza del suo stile. Da allora le sue composizioni si fecero sempre più complesse creando un clima sensuale e misticheggiante a un tempo. Il mito, la storia, il racconto biblico si fondono in una fantasia d’insieme quasi delirante (Glove e Semele, del 1898, Parigi, Mus. Moreau).

Huysmans (1848-1907), scrittore francese esponente del decadentismo, può considerarsi uno dei maggiori prosatori simbolisti francesi. A rebours fu uno dei suoi romanzi più noti. Negli anni novanta ebbe una clamorosa conversione al cattolicesimo. Ebbe anche tendenze occultistiche.
Al Salon parigino ottiene grandissimo successo il bronzo “Il pescatorello” dello scultore napoletano Vincenzo Gemito (1842-1929) artista autodidatta che ebbe un eccezionale e istintivo talento plastico. In reazione al!’accademismo imperante iniziò a scolpire in modo naturalistico e verista. I raffinati bronzi scolpiti negli ultimi anni di vita risentono dei suoi studi sulla scultura classica soprattutto ellenistica.
A Napoli, all’esposizione Nazionale di Belle Arti, Francesco Paolo Michetti diviene popolare presentando il dipinto “Corpus Domini”. Michetti (1851-1929). Praticò una pittura ispirata anche al realismo piuttosto superficiale ma, gradevole per colori e per soggetti esotici. Mariano Fortuny ottenne molto successo mondano soprattutto con soggetti di folkloristica abruzzese.
Famosa anche la sua opera “Il Voto” dipinta nel 1883 (Gall. naz. Arte Moderna, Roma.)

Musica:

A. Weimar, Hoftheater, il 2-12-1877 fu data la prima rappresentazione dell’opera Sansone e Dalila, musica di Camille Saint-Saëns, opera in tre atti e quattro quadri F. Lemaire dal Libro dei Giudici della Bibbia e dall’omonima tragedia di Voltaire.
Saint-Saëns (1835-1921), fu un fanciullo prodigio, a 5 anni componeva a 11 anni diede il suo primo concerto alla Salle Pleyel. La sua esistenza può essere divisa in due parti. Fu dapprima organista, lavorando per le chiese parigine, ma nel 1877 si liberò da ogni impegno per dedicarsi completamente ai suoi interessi musicali. Come pianista fu il più grande virtuoso francese, come organista uno dei più grandi improvvisatori. Scrisse molti libri di argomento musicale e collaborò a molte riviste. Fu insegnante esemplare alla scuola Niedermeyer, formò allievi come Fauré e Gigout. Diede concerti in ogni parte del mondo (morì ad Algeri), diffondendo ovunque il pensiero francese. Fondò la Società National e de Musique. Come compositore seppe aprire alla musica francese la strada dell’avvenire indicando chiaramente ai musicisti gli elementi tradizionali a cui dovevano rifarsi. Senza di lui la musica francese non avrebbe conosciuto il nuovo periodo di vitalità illustrato dai nomi di Fauré, Debussy, Dukas, Ravel. Una delle sue composizioni più eseguite è Le carnaval des animaux in cui fa rivivere l’umorismo del XVI sec. francese. Le sue composizioni spaziano in tutti i generi musicali.
Pëtr ll’ic Ciaikovskij compone il “ Lago dei cigni”, che, con “La bella addormentata nel bosco” (1889) e “Schiaccianoci” (1892), opera una riabilitazione della musica per balletto e apre la strada a tutti i grandi balletti del ventesimo secolo. In queste come nelle altre sue opere egli ricorreva a temi dell’autentico folklore, ma li trattava in modo più “occidentale”, tradizionale, se si vuole. Di fatto proprio nella musica di Ciaikovskij un russo può ritrovarsi nel modo più completo. Il “fato” fu il grande tema che sta alla base delle sue partiture liriche e sinfoniche, le sue tre ultime sinfonie sono un'evocazione della lotta dell’uomo contra il destino, ove quest'ultima è sempre il vincitore, così i principali personaggi delle sue opere sono vittime del fato. Ma questo atteggiamento non é una posa da tardoromantico, è profondamente sincero.
Ciaikovskij (1840-1893) fu indirizzato dai genitori alla magistratura, ottenne un mediocre impiego al ministero di giustizia, ma ben presto diede le dimissioni per dedicarsi alla musica e si iscrisse al primo conservatorio russo appena aperto (nel 1862) a Pietroburgo. Privo di denaro fu costretto a lavorare come copista e a dare lezioni private finché nel 1866 fu assunto come professore di composizione al conservatorio di Mosca che era appena stato aperto. Nel 1875 conobbe Saint-Saëns, l’anno seguente nel corso di un viaggio in Europa occidentale conobbe Bizet, Massenet, Liszt. Al suo ritorno in Russia fu messo in relazione con una ricchissima ammiratrice, Nadezda von Mech, che aveva 45 anni, ricchissima vedova che, dopo la morte del marito, aveva cercato conforto nella musica che amava appassionatamente. Ella aiutò Pëtr Ciaikovskij assicurandogli una pensione annuale di 6000 rubli. L’accordo era che il compositore e la sua protrettrice non si sarebbero mai incontrati, ma solo scritti. Nel 1877 egli sposò una delle sue ammiratrici, anche per far tacere ogni diceria sulle sue inclinazioni omosessuali. L’esperienza si rivelò disastrosa, dopo tre mesi di vita in comune il compositore tentò il suicidio. I suoi amici gli ottennero il divorzio e lo condussero, in preda a una depressione nervosa che rasentava la follia, in Svizzera e in Italia dove ritrovò la serenità di spirito. Da quel momento non conobbe che trionfi. Fu applauditissimo anche in America ove inaugurò il Carnegie Hall nel maggio del 1891. Nel 1893 diresse a Pietroburgo la prima esecuzione della Sesta Sinfonia “Patetica”; era il 28 ottobre, si ammalò il giorno dopo e morì di colera il 6.11.1893. Egli, abilissimo orchestratore, compose sei Sinfonie: “Sogni d’inverno” (N°1) nel 1866; “Piccola Russia” (N°. 2) nel 1877; “Polacca” N°.3 nel 1875 ed altre tre delle quali solo l’ultima porta un sottotitolo “Patetica”. Tutte e tre le prime sinfonie costituiscono un vero e proprio “ciclo del fato”; la Quarta (1877), con le sue trombe apocalittiche e la sua visione dell’uomo angosciato si colloca sul piano delle realtà umane; la Quinta (1888) abbozza in quattro visioni il quadro dell’impotenza umana e si conclude con un gioioso abbandono, di fronte al destino; la Sesta, infine (1893), come scrisse il compositore e un “requiem per me stesso”. Altre opere sinfoniche: Fatum (1866), il pittoresco “Capriccio Italiano” (1880), l’Ouverture “Anno 1812” (1880). Famosissimo anche il 10 Concerto per pianoforte (1875) conosciutissima la Suite del balletto “Schiaccianoci” (1892). Compose 10 opere liriche; due autentici capolavori sono Eugenio Onegin (1879), tratto da Puskin, e La dama di picche, sempre da Puskin. Eugenio Onegin rappresenta tutta la totale e affascinante realtà del romanticismo russo, con una musica intima, discreta, piena di sensibilità e con una rievocazione raffinata e commossa. Nella Dama di picche la musica è sempre strettamente legata alla situazione con potenza drammatica o con patetica commozione e intensa partecipazione. Tre capolavori furono le musiche per balletto “Lago dei cigni”, “La bella addormentata nel bosco” (1889) e “Schiaccianoci” (1892).

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