1873

 

1873

In Spagna, dopo l’abdicazione del Re Amedeo Duca d’Aosta (1871-73) viene istituita la prima repubblica spagnola.
Anselm Feuerbach lascia Roma. Feuerbach (1829-1880). Studiò all’accedemia di Düsseldorf  e a Monaco, decisivi per la sua arte furono gli anni passati ad Anversa e a Parigi, a Parigi si avvicinò a Courbet e a Couture (Hafis davanti alla bettola, 1852, Mennheim, Kunsthalla). Dopo un soggiorno a Venezia, città in cui morirà, si trasferì a Roma rimanendovi, appunto fino al 1873. Questo periodo fu il più importante della sua attività. Dipinse suggestivi ritratti femminili e composizioni ispirate al mondo antico e a quello rinascimentale, trattate con una sensibilità neoromantica (Ifigenia, Darmstadt Mus.; Lucrezia Borgia, Francoforte, Städelsches Kunst Institut). Famoso anche il suo dipinto il banchetto di Platone.

Arte figurativa:

Il pittore tedesco Marées dipinge gli affreschi della Biblioteca dall’Acquario di Napoli detti Affreschi Napoletani, significativa espressione della sue iniziate ispirazione romantico-verista. Merées (1837-1887), studiò a Berlino e visse all’inizio della sua carriera a Monaco, mettendosi in luce come abile ritrattista. Soggiornò in Italia dal 1865 al 1870, studiando le opera del Rinascimanto, derivandone quei principi di armonia compositiva e di concezione della forma che lo portarono a contribuire all’elaborazione della teoria della "pure visibilité", verificata poi in una serie di viaggi compiuti con Fielder. Allontanadosi dell’espressione romantico-verista si dedicò a riproporre e sviluppare rappresentazioni allegoriche, cariche di significato simbolico, in parallelo con la pittura di Bòcklin (Egloga, 1868, Colonia, Wallraf-Richartz Mus.).

Architettura:

In Italia l’architetto Raffaele Canevari completa il progetto per il museo dall’Agricoltura di Roma (oggi ufficio Geologico) inserendo strutture in ferro e ghisa.
Canevari (1825-1900), ingegnere, si dedicò soprattutto allo studio della possibilità di applicazione dell'architettura in ferro. Progetta anche, sempre a Roma il Ponte di San Giovanni dei Fiorentini.
In Portogallo, dopo il grande splendore dell’opera italiana durato per tutto il Settecento, nel secolo XIX incominciò a diffondersi l’influenza della musica strumentale tedesca e francese. Protagonisti sono J. Vina de Mota, Augusto Machado de Oliveira, Alfredo Keil.
Vina de Meta
(1868-1948) fu il padre della musica moderna in Portogallo. Egli diede nuovi indirizzi alla musica del suo paese, inserendone la vita, la pedagogia e l’estetica musicale nelle nuove correnti che si erano sviluppate nelle altre regioni d’Europa.
Machado de Oliveira (1845-1924), iniziati gli studi in patria si perfezionò a Parigi e poi a Lisbona. Si mise in luce a partire dal 1873 come autore di opere e operetta, dal 1893 insegnò canto nel conservatorio di Lisbona, di cui divenne poi direttore.
Diede il meglio di se nell’operetta, dando vita a un genera personale a carattere nazionale. La sua produzione è caduta nel più completo oblio, fin dal principio degli anni trenta.
Keil (1850-1907), studiò a Lisbona e a Norimberga, molto erudito, si tenne in contatto proficuo con i maggiori musicisti e poeti del suo tempo. Si adoperò per una scuola musicale nazionale a scrisse la prima opera in portoghese. Le opere teatrali sono Don Branca (Lisbona, 1888), Irene (Torino, 1893), Serrana (Lisbona, 1899). Compose anche l’inno nazionale portoghese, A Portugueza.

 

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