1871

 

1871

La capitale d’Italia viene trasferita da Firenze a Roma.
Parigi si arrende ai Prussiani. Siglato l’armistizio di Versailles seguita dalla pace di Francoforte.
A Parigi nel marzo scoppia una rivoluzione popolare socialcomunista che da vita alla “Comune”.
Nel maggio le truppe francesi entrano a Parigi reprimendo sanguinosamente la “Comune”.
Sotto la spinta del movimento internazionale che vedeva sorgere quasi ovunque iniziative in favore dell’artigianato e della qualificazione del prodotto industriate, il governo olandese dà vita a una commissione di studio per favorire quell’orientamento soci-culturale.
A Versailles (18 gennaio) i principi tedeschi proclamano la nascita dell’impero tedesco, risultato dall’unificazione politica della Prussia a degli altri stati tedeschi. Guglielmo I, re di Prussia, è proclamato Kaiser di Germania (1871 -1888).
L’archeologo Heinnich Schliemann (1822-1890) dà inizio alle sue campagne di scavi in Asia Minore e nel Peloponneso che in un decennio lo portano a scoprire Troia e Micene.

Arte figurativa:

In Francia Gustave Courbet, caduta la comune, fu incarcerato. Il pittore si rifugerà in Svizzera. Accusato di avere promosso l’abbattimento della colonna Vendôme sarà (nel 1873) condannato a ricostruirla a sue spese. Courbet (1819-1877) fu praticamente autodidatta, studiò con accanimento i grandi maestri del Louvre. Partecipò al Salon del 1848 (Autoritratto con il cane nero; e del 1850 (Gli spaccapietre, Funerale a Omens) volgendosi a quei temi ispirati agli ideali democratici cha segneranno l’inizio del realismo in pittura. Fu accusato di immoralità e di cattivo gusto, ma ebbe anche riconoscimenti e appoggi ufficiali. E’ di quest’anno uno dei suoi quadri più famosi, L’onda (1870).

In Inghilterra James Abbott McNeitl Whistler dipinge uno dei suoi quadri più famosi: Composizione in grigio e in nero in cui ritrae sua madre. Whistler (1834-1903), statunitense, si trasferì prima a Parigi (1855), poi a Londra (1859) dove passò quasi tutta la sua vita. Fu considerato il promotore dell’impressionismo inglese. Egli importò a Londra la scoperta delle stampe giapponesi e l’amore per le porcellane cinesi, ebbe un importante funzione di tramite tra l’arte orientate e l’impostazione “art nouveau”. Si liberò a poco a poco dal realismo per passare a una visione soprattutto totale dei dipinti; addirittura tende ad assimilare la condizione espressiva della musica a quella della pittura. I suoi notturni e sinfonie furono accostati alla musica di Wagner. Fu presidente della Society of British Artists (1886-88). Conobbe una definitiva consacrazione con la retrospettiva del 1892), alla Geupil Gallery. Altri quadri famosi: Arrangiamento in color carne e nero: ritratto di Theodore Duret, 1883, New York, Metropolitan Mus.; Notturno in nero e oro, 1877 ca, Detroit, Inst. of Arts.

In Italia il pittore ferrarese Giovanni Boldini emigra definitivamente a Parigi. Boldini (1842-1931) fu inizialmente vicino ai macchiaioli, ma a Londra aveva poi seguito la suggestione dei pittori tardo settecenteschi. Trasferitosi a Parigi si dedicò soprattutto alla ritrattistica (celebri i ritratti di Henry de Rochefort e di Giuseppe Verdi) divenendo un arguto interprete della belle époque parigina.

In Austria muore Monitz Ludwig von Schwind (1804-1871), il più tipico rappresentante dello stile Biedermeier in pittura. Schwind (1804-1871), pittore a incisore. Dopo una preparazione universitaria frequentò i circoli di letterati a musicisti viennesi. Si trasferì a Monaco nel 1828, ebbe successo come illustratore di opera letterarie, (Robinson Crusoe, 1823) e collaboratore di giornali satinici (“Fliegende Blätter”, a partire dal 1847). Operò un recupero del medioevo tedesco e delle saghe popolari germaniche (La cavalcata di Kuno von Falkenstein, 1843-44, Lipsia Mus. di Belle Arti), diventando il più tipico rappresentante dello stile Biedermeier in pittura. Dopo il 1848 produsse una serie di pitture di viaggio, acquistate per la massima parte dal Barone Ciack, nella cui Galleria a Monaco sono oggi ancora conservate. Questi lavori riassumono il duplice intesse di Schwind per la narrazione realistico-contemporanea e per una lettura simbolica della leggenda popolare.

Biedermeier è un termine che definisce uno stile, applicato inizialmente alle arti decorative, nei paesi tedeschi durante il periodo della restaurazione (1815-48). Il nome è quello usato da Adolf Kaussmaul e da Ludwig Eichrodt in alcune delle loro poesie ironiche pubblicate dal 1855 su un giornale satirico di Monaco. Questo stile, confortevole e funzionale alle esigenze della società borghese dell’epoca, è caratterizzato da superfici liscie, proporzioni massicce, linee sobrie; tra i mobili le tipologie più diffuse furono il mobile a vetrina (servante, il sécretaire a il divano ricco di imbottiture).

Muore il pittore ceco Josef Manes (Praga, 1820-71) che introdusse il gusto romantico nella rappresentazione dei costumi popolari; fu un cultore dell’illustrazione del libro, illustratore soprattutto di canti popolari. Dei suoi numerosi seguaci il maggiore fu Mikolás Ales, pittore e grafico (1852-1913). Alla loro tradizione é improntata la produzione contemporanea umoristica, vignettista, folklorica e a carattere infantile.

In Polonia la nuova insurrezione indipendentista del 1963 è schiacciata dai Russi. Dopo questo grave fallimento, la pittura storica fu considerate la più adatta a risvegliare i sentimenti patriottici. In questo tipo di pittura emersa a Cracovia Jan Matejko (1838-1893). Sono da ricordare anche Jutiusz Kossak (1824-1899) e Jozef Brandt (1841-1915).

A Varsavia assume impontanza, soprattutto come organizzatore della vita artistica, il pittore, piuttosto accademico, Wojciech Gerson (1831-1901).

La corrente realistica nel paesaggio e nella pittura di genere e rappresentata da Jozeg Szermetowski, nato nel 1833, morto a Parigi nel 1876 (l’influenza dell’arte francese si faceva sentire molto), da Aliksander Kotsis (1836-1877), da Wladystaw Malecki (1836-1900) da Maksymilian Gierymski (1846-1874) e a cavallo tra i due secoli, diciannovesimo e ventesimo, da Jozef Chelmonsky (1850-1914).

Nella seconda metà del secolo, Wtadylaw Oleszczynski (1807-1866) rapprasenta la corrente patriottica e romantica, basata però sulla tradizione neoclassica.

Tale tradizione continua sino alla fine del secolo con Oskar Sosnowski (1811-1886, anch’egli morto a Roma), con Pius Welônski (1849-1931), con Cyprian Godebski (1835-1909) a con Antoni Madyski. Il realismo romantico compare nel ritrattista Marceli Guyski (1832-1893) e, alla fine del secolo, in Antoni Kurzawa (1843-1898).

In Russia si organizza la prima mostra dei pittori itineranti.

Architettura:

A Roma Pietro Camporesi stende un primo schema del piano regolatore. Camporesi (1792-1873) detto il Giovane, figlio di Giulio e nipote di Pietro Il Vecchio, si ispirò al purismo neoclassico e ai canoni rinascimentali. Realizzò, in collaborazione con P. Bosio e P. Beth, la ricostruzione della Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma. Presiedette la commissione che doveva studiare un piano di risanamento e di ampliamento della città di Roma.

In Austria si inaugura in Stubenning, costruito su progetto di Heinich Fenstel in stile rinascimentale Italiano, il palazzo del Ostemneichischas Museum fur Kunst und industrie, che verrà poi ampliato nel 1900 su progetto di Ludwig Baumenn.
La fondazione di questo museo fu promossa dal primo ministro austriaco arciduca Rainem per "elevare il gusto nell’ambito industriale", stimolato dall’esempio dell’analogo museo londinese fondato nel 1857 (South-Kensington Museum, ora Victoria and Albert Museum). Nacque così il primo museo statale della monarchia austrounganica e allo stesso tempo il primo museo d’arte applicata nel continente. Il nuovo museo doveva esporre e collezionare quanto di bello ed esemplare fosse prodotto dall’artigianato contemporaneo, come pure pezzi di artigianato storico. Dal 1890 si fece sentire sempre più tra gli artisti il malcontento per la tendenze, allora dominante, di imitare gli stili del passato, tanto più che all’estero fiorivano i nuovi movimenti artistici. Fu associata al museo la Kunstgewerbaschula ("scuola d’arti e d’artigianato") che ebbe validi direttori. In collaborazione con la scuola, con la "Secessione" e, a partire del 1903, con la Wiener Werkstätte, il Museo diede un nuovo orientamento alla produzione dell’artigianato artistico.

Heinnich Ferstel (1828-1883), progettò inoltre l'Università di Vienna (1871-84), sempre in stile rinascimentale, a la Votivkirche (1856-1879), in stile neogotico. Pressapoco negli stessi anni, A. Siccard von Siccardsburg e Eduard van dar Nüll, valendosi di elementi del tardo rinascimento francese, edificarono l‘Opera di Vienna a I. Hansen ne progettò il Parlamento con motivi greci.

Muore l’architetto ceco Josef Kranner (Praga, 1801-Vienna, 1871).

Dopo una fase neoclassica, l'architettura in Cecoslovacchia subisce gli influssi dello stile storicistico: dapprima con il neogotico, quindi, fino verso la fine del secolo, con il neo-rinascimento, infine con un eclettismo esotizzante.

Oltre a Josef Krenner si possono ricordare Kamit Hubert (Laun, 1869- Praga, 1933), Josef Mocker (Citotib, 1835-Praga, 1899).

Questi tre architetti, tra le altre opere, condussero a termine la costruzione della chiesa di San Vito, edificata sui resti di una antica basilica romanica che a sua volta aveva sostituito il primo santuario, a pianta centrale, costruito da San Venceslao, in cui erano incoronati i re Boemi e gli imperatori del Sacro Romano Impero. L’edificazione della chiesa di San Vito fu iniziata nel 1344, interrotta durante la dominazione ussista, ripresa nel XVI e XVII secolo e condotta a termine, tra il 1859 e 1929, appunto, dai tre suddetti architetti.

Lo storicismo domina l’architettura polacca, a cui si aggiunge dopo la metà del secolo una tendenza neobarocca. Alla fine del secolo, secondo lo spirito nazionalista imperante, i vari architetti si richiamano agli stili nazionali: al gotico vistolano (Jozef Dziekonski), al rinascimento (Stefan Szytter 1857-1933), mentre Stanislaw Witkiewicz (1851-191 5) rinnova nel centro di Zakopane, nelle montagne di Tatra, la tradizione autoctona dell’architettura popolare.

Musica:

Prima esecuzione al Cairo dell’Aida di Verdi nel quadro delle celebrazioni egiziane per l’apertura del canale di Suez.

Jenko Davorin, compositore sloveno (1835-1914), autore degli inni nazionali sloveno e croato, dal 1871 dirige l‘orchestra del Teatro Nazionale a Belgrado.

 

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